L’evoluzione della specie… Gamification

Darwin non sarebbe sicuramente sorpreso dell’evoluzione repentina della Gamification, che ha saputo adattarsi agli scenari tecnologici in continuo e multiforme cambiamento, presentando interessanti, quanto ormai inevitabili, commistioni con la Realtà Virtuale, decisamente in auge in questo periodo.

Spulciando le varie proposte in campo, al di là degli innumerevoli, ma semplici giochi che utilizzano visori VR, forse siamo arrivati finalmente “all’anello mancante“, cioè  ad una forma ibrida di una vera e propria Gamification (caratterizzata da sfide, premi, leaderboard, etc.) ed appunto l’immersione nella Realtà Virtuale.

Il contesto specifico è quanto di più “serio” poiché si tratta di un Serious Game a beneficio dei chirurghi in erba, che necessariamente devono addestrarsi in particolare per interventi  di installazione di protesi al ginocchio, superando l’uso di scomodi modelli di plastica e soprattutto evitando spiacevoli “cavie” come animali o addirittura …cadaveri.

L’entrata “prepotente” della VR in medicina è ormai consolidata con altri illuminanti esempi oltre a quello di cui vorremmo parlare oggi portato avanti dal professore Bill Kapralos del dipartimento di ingegneria dell’Università di Toronto (Canada), che ha ideato un Serious Game ambientato in una camera operatoria, alle prese con un intervento ortopedico al ginocchio.

Caratteristiche Serious Game

L’impatto immersivo è garantito dalla prospettiva in prima persona del chirurgo in formazione, dotato oltre che del visore di guanti speciali in grado di afferrare virtualmente strumenti o coinvolgere, tramite un cursore su uno schermo, i personaggi presenti nella camera operatoria come assistenti ed infermieri, magari chiedendo di passargli oggetti o svolgere compiti.

Una volta che lo strumento è a propria disposizione si tratta di seguire la giusta procedura per assicurare che vengano compiuti tutti gli step necessari per portare a buon fine l’intervento, nel frattempo anche rispondendo a questionari con multiple choice, guadagnando in questo modo preziosi punti per migliorare il proprio score.

Attenzione che se la procedura non è rispettata qualche assistente in sala operatoria potrebbe risentirsi e rimproverare più o meno aspramente con una vera voce il chirurgo non ancora in gamba e soprattutto mostrare un breve video dal vero con i comportamenti corretti.

Qualche accademico potrebbe storcere il naso di fronte a questo matrimonio tra la “comodità” operativa della Realtà Virtuale e gli stimoli emozionali della Gamification, ma perché non “s’ha da fare” se permette di far volare nuovi talenti medici?

 

 

Massimo Sinigaglia