Vi ricordate il precedente post? Piccole grandi riflessioni sulla possibilità di far risorgere dalle ceneri, o per meglio dire dalla polvere la bistrattata storia, con il dibattito molto acceso sul ruolo degli stessi storici, che per primi sulla carta dovrebbero vedere con favore nuovi strumenti per favorirne la divulgazione.

Potrebbe interessare una tecnologia che faccia toccare con mano l’intangibile passato? Come dire di no, poter guardare da vicino, in prima persona, soffermandosi su particolari architettonici degli ambienti storici ricostruiti fedelmente non può lasciare indifferenti.

L’attraversamento del ponte reale/virtuale è permesso dalla tecnologia HTC Vive, che catapulta letteralmente la persona all’interno di scenari storici (città antiche, monumenti magari non più esistenti e quant’altro si possa ricostruire in 3D), per questo motivo nel precedente post l’abbiamo paragonata ad una vera e propria macchina del tempo.

Diventa difficile spiegare a parole cosa significhi veramente ritrovarsi all’interno di uno scenario storico, ad altezza occhi con personaggi che si aggirino per le strade di una città medievale (Bologna tanto per non fare nomi), oppure alzare lo sguardo su una torre che ti sovrasta per la sua ragguardevole altezza, magari di un’ottantina di metri.

Superato il primo attimo di stupore ci si può tranquillamente soffermare su particolari minuti, accuratamente ricostruiti sulla base di precise fonti, godendo di scorci e prospettive difficilmente riproducibili in altri modi, proprio perché realmente persi da svariati secoli.

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Basilica di Santo Stefano a Bologna nel XIII secolo

La parte di percezione “razionale” si intreccia continuamente con quella “emozionale”, si sa che tutto quello che si vede è frutto d’immagini in 3D filtrate da un apposito caschetto che isola dalla realtà esterna, ma i sensi e l’istinto cedono alla verosimiglianza dello scenario, alla ricchezza dei particolari lasciandosi trascinare in un inatteso nuovo modo di gustare la storia; caso emblematico quando si prova l’ebrezza del volo tra le torri, infatti pur sapendo che ai propri piedi esiste ancora un solido pavimento le vertigini per chi ne soffre si presentano puntuali.

La tecnologia HTC Vive illuminerà il glorioso cammino della storia? In realtà la strada è tutt’altro che spianata finché non saranno superate resistenze più o meno latenti dei professionisti della storia, come la paura di venir “sopraffatti” dalla tecnologia (indubbiamente più sfavillante ed appetibile), oppure il rischio che i nuovi strumenti diventino a tutti gli effetti fonti in sé senza la mediazione dello storico.

Vogliamo sgombrare il terreno una volte per tutte? C’é posto per tutti: nessun altro se non lo storico può certificare la serietà dei contenuti, ma sarebbe puro masochismo snobbare (il più delle volte senza conoscerli) strumenti inimmaginabili fino a poco tempo fa.

Provare per credere non è sempre stato l’approccio sperimentale del pensiero scientifico?

P.S. Se volete saperne di più: www.towerandpower.com

 

Massimo Sinigaglia