Gamification al posto di Yoghi e Bubu?

E’ indubbio che i due famosi orsi con le loro avventure allo Yellowstone Park abbiano contribuito a sensibilizzare grandi e piccini alla difesa degli animali, quindi onore al merito e sul terreno da loro tracciato della simpatia e divertimento si può segnalare una nuova iniziativa in linea con le caratteristiche della Gamification.

Il coinvolgimento emozionale dei visitatori è garantito da una App: “Save the Park” (creata dalla società non-profit “Games for Change”), che li porta ad impersonare due giovani personaggi, un Volontario e un Ranger, uniti nella meritoria battaglia per la salvaguardia dei parchi nazionali, incluse tutte le specie di animali che li popolano.

Gli aspetti di Gamification in “erba” si concentrano soprattutto sullo svolgimento di compiti ed i raggiungimento di obiettivi, come proteggere l’habitat degli animali, difendere le piante e ripristinare i sentieri, aiutando i visitatori del parco, il tutto con una grafica semplice, in linea con le ultime tendenze.

Per dare più varietà al gioco si moltiplicano i personaggi di quattro diversi volontari (Environment Champion, Wildlife Lover, Citizen Scientist and Culture Concierge) per una migliore identificazione con i vari giocatori, che potranno contare su premi abbastanza simbolici come cartoline postali, anche se la classica condivisione con gli amici per i traguardi raggiunti rimane pur sempre la migliore gratificazione personale.

Da non dimenticare comunque, oltre alla sensibilizzazione personale sulla difesa della natura, il contributo concreto offerto da uno sponsor di “grido” come American Express, che generosamente arriva a donare un dollaro per ogni scarico della App alla National Park Foundation.

Yoghi e Bubu avrebbero apprezzato questa App? Probabilmente sarebbe stata una buona pensata da parte dei creatori introdurre come personaggi proprio i due simpatici orsi al posto dei quattro volontari un po’ “impersonali” e molto essenziali nella loro caratterizzazione, ma a quel punto i premi sarebbero diventati… cestini della merenda…

Massimo Sinigaglia