Game anti HIV

Sembra proprio che il dibattito sui giornali a proposito dell’Hiv abbia perso smalto, l’incubo epidemia globale appare accantonato, in realtà la strada per superare il problema è ancora lunga e la prevenzione rimane il più decisivo banco di prova.

Il solito discorso sui comportamenti virtuosi per scongiurare il contagio appare sempre un po’ teorico, soprattutto quando si tratta di adolescenti, le cui percezioni sul pericolo sono falsate dal loro senso di “immunità” (non capiterà proprio a me…).

Per far fronte all’incoscienza di certi atteggiamenti troppo ottimisti sul proprio futuro si è ricaduti ancora una volta sul Gaming, come antidoto rispetto alla fatica mentale di apprendere informazioni, che potrebbero però un giorno salvare la propria vita.

La Yale School of Medicine insieme a Digitalmill e Schell Gamesha ha messo a punto “Play Forward: Elm City Stories” come aiuto ludico per ridurre al minimo i pericoli del HIV, prospettando una serie di circostanze quotidiane, a cui reagire con i dovuti comportamenti, prendendo le giuste decisioni per mettersi al riparo dai rischi di contagio, magari con la possibilità di ritornare sui propri passi, avendo preso consapevolezza delle conseguenze spiacevoli.

 

Di fronte ai bivi nelle scelte quotidiane è confortante sapere che potrebbe esistere una seconda possibilità da prendere in considerazione, con le accresciute competenze nel mantenere la propria salute sessuale, sia sotto forma di corrette informazioni, sia di capacità nel discutere e saper dire anche di no.

L’efficacia dell’apprendimento ludico è stato testato con un gruppo consistente di studenti, circa trecento, a diretto confronto con un altro gruppo di non giocatori ed i risultati non si sono fatti attendere in termini di maggiore consapevolezza delle situazioni a rischio e dei modi per farvi fronte.

E’ il solito discorso: il gioco sembra non lasciare traccia rispetto ai contenuti da divulgare, in realtà in maniera a volte anche solo latente le informazioni (in questo caso cruciali) si imprimono profondamente nella testa delle persone.

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