“Allegro” chirurgo in realtà virtuale?

Non lasciatevi trarre in inganno dall’ironia del titolo, oggi parleremo o per meglio dire ri-parleremo di una cosa seria, come abbiamo fatto in post precedenti, in pratica l’apparente avveniristica, ma in realtà già a disposizione possibilità di esplorare virtualmente il corpo umano da parte dei chirurghi o in procinto di diventarlo.

Ancora alla ribalta il visore HTC Vive e la VR, questa volta adottato dall’Università di Basilea per far esercitare i propri potenziali medici, soprattuto senza conseguenze negative sui pazienti, ma anche con una possibilità di manipolare parti del corpo impensabile fino a poco tempo fa, in effetti come si può vedere dal video la gabbia toracica per esempio può essere ruotata, esaminata in ogni angolo, sezionata e perfino scannerizzata.

In pratica i dati reali delle tomografie servono per riprodurre un’esatta copia virtuale indispensabile per intervenire efficacemente con la successiva chirurgia ed è emblematico che il medico anziché togliersi la classica mascherina dal viso si sbarazzi invece del visore una volta finita l’esperienza.

In definitiva i passi avanti nella medicina con la realtà virtuale non riguardano più solo il training dei dottori, ma anche un’analisi personalizzata del paziente, in modo che la reale operazione chirurgica sia la logica conseguenza di un lavoro a monte su modelli ricostruiti.

Tutto ciò potrebbe accelerare i lunghi anni di attesa degli specializzandi prima di poter operare un “vero” paziente? Non solo, si potrebbe intervenire con dati più specifici sulla particolarità dei singoli pazienti?

Sì? Allora quanto si dovrà attendere prima di vedere nelle sessioni di esame delle nostre università una prova “pratica” con un visore ed un bisturi virtuale? Siamo un po’ pessimisti… forse prima si dovrebbe risolvere il piccolo problema della “gerontocrazia” medica forse poco compatibile con l’utilizzo delle nuove tecnologie…

Silvia Tugnoli